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Piano Io e Valeria · per te Aggiornata il 12 ottobre 2026 · Lettura: 6 minuti

Dove vanno i miei soldi? Come capirlo e spendere meglio

«A fine mese non so dove sono finiti i soldi» è la frase più comune di chi non tiene traccia delle spese. La buona notizia: per capirlo non servono tabelle complicate, ma tre abitudini semplici e un grafico fatto bene.

Perché le spese «spariscono»

Quasi mai il problema sono le spese grandi: quelle le ricordiamo. Sono le spese piccole e frequenti (caffè, delivery, abbonamenti dimenticati, la spesa «veloce» tre volte a settimana) che sommate pesano come una rata. Il cervello non le somma da solo: servono i numeri.

Le tre abitudini che funzionano

  1. Registra subito. Una spesa segnata nei dieci secondi dopo l'acquisto costa poco; una da ricostruire dopo un mese non la ricostruisci. Importo, data, categoria, e una nota se serve.
  2. Categorie poche e chiare. Dieci o quindici categorie reali (spesa alimentare, ristoranti e bar, auto e carburante, bollette, salute, shopping, svago, viaggi, regali, abbonamenti…). Se una categoria non ti serve, nascondila; se ne manca una, aggiungila.
  3. Guarda i totali una volta a settimana. Cinque minuti la domenica: quanto hai speso finora nel mese, categoria per categoria.

Come leggere il grafico a torta

Il grafico a torta (o ad anello) mostra come si divide la spesa in un periodo: ogni fetta è una categoria, con la sua percentuale. Per usarlo bene:

Esempio. In sei mesi hai speso 3.290 € di spese variabili. La torta dice: spesa alimentare 35%, bollette 17%, ristoranti e bar 13%, viaggi 12%, auto e carburante 11%. Ristoranti e bar da soli sono 436 € in sei mesi, circa 73 € al mese: se la tua soglia è 50 €, hai trovato dove limare 23 € al mese. Piccole correzioni, ma fatte con i numeri davanti.

Dal grafico al budget

Una volta capito dove vanno i soldi, il passo naturale è impostare un budget: un limite mensile per le categorie dove vuoi controllarti. Non serve per tutte: bastano quelle che vedi crescere o che vuoi tenere d'occhio.

Quando hai già mesi di movimenti

Se non vuoi ricominciare da zero, puoi importare l'estratto conto in CSV: i movimenti passati entrano nei grafici e li guardi come se li avessi registrati uno per uno.

Domande frequenti

Quante categorie di spesa servono?

Dieci o quindici sono sufficienti per la maggior parte delle persone. Più categorie rendono i grafici illeggibili e la registrazione più lenta; meno categorie nascondono i dettagli utili.

Le spese fisse vanno incluse nel grafico?

Dipende da cosa vuoi capire. Con le spese fisse vedi il quadro completo (casa e bollette pesano molto). Senza, vedi dove puoi intervenire davvero: ristoranti, svago, shopping, spesa. Meglio guardare entrambe le versioni.

Ogni quanto conviene guardare i grafici?

Una volta al mese per il quadro generale, e una volta a settimana per i totali delle categorie che stai tenendo sotto controllo.

Come registro una spesa fatta in contanti?

Come tutte le altre: importo, data, categoria. Il contante è proprio la spesa che si perde più facilmente, quindi conviene segnarla subito.

Come farlo con Io e Valeria

La sezione Grafici ti mostra la torta «dove vanno i soldi» con legenda, percentuali e importi, il grafico mensile per categoria e l'andamento; scegli il periodo (mese, 3 o 6 mesi, anno, tutto) e puoi includere o escludere le spese fisse. Le categorie le personalizzi tu. E se usi il piano di coppia, ci sono grafici dedicati alle spese condivise.

Guide correlate

Questa guida ha uno scopo informativo: non è consulenza fiscale, finanziaria o legale. Per le decisioni che dipendono dalla tua situazione rivolgiti a un professionista.